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Dagli imprenditori di industria ed artigianato uno slancio di proposte per il “Cantiere del programma”

by Ufficio Stampa / lunedì, 24 febbraio 2014 / Published in Notizie

Serata frizzante e piena di indicazioni, la seconda del “Cantiere del Programma”, svoltasi il 18 febbraio, in cui “Miglianico Cambia” ha voluto incontrare gli imprenditori del settore industriale ed artigianale: dopo la presentazione della proposta dell’associazione, infatti, tanto sono stati i problemi evidenziati dalle decine di partecipanti, che hanno voluto contribuire fattivamente alla individuazione dei nodi critici presenti sul territorio.

La tassazione sugli immobili, il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti, la situazione della zona industriale-artigianale di contrada Cerreto sono stati gli argomenti-cardine del confronto in cui è stata fortemente evidenziata la necessità di un cambio di mentalità nell’amministrazione e nella stessa gestione delle problematiche del settore. Non sono mancati gli allarmi per le situazioni di inquinamento che interessano l’area vasta in cui Miglianico è posta ed in particolare l’annoso problema della discarica di materiale pericoloso presente in contrada Venna nella vicina Tollo.
Tra i settori che non temono la crisi e che sarebbe intelligente sostenere c’è quello che gira attorno al recupero ecosostenibile ed all’edilizia collegata: è stato citato come esemplare il progetto Edil Latte messo a punto in Sardegna per l’utilizzo degli scarti agricoli per creare prodotti utilizzabili in edilizia.
L’esortazione più sentita da parte degli imprenditori locali è quella al dialogo ed al confronto, poiché è stata sottolineata da più parti e più volte la mancanza di interlocuzione con i vertici politico-amministrativi, che invece dovrebbero essere più aperti alla collaborazione “dal basso” per realizzare una fattiva vicinanza alle esigenze delle categorie. Un appello che non è caduto nel vuoto, almeno per “Miglianico Cambia”, che con i “Cantiere del Programma” ha voluto realizzare proprio questo scambio con la base e con gli esponenti della cosiddetta “società civile” che rende grande il paese e che troppo spesso non ha trovato né ascolto né rappresentanza.
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